Heraclitus

Dell’Acqua e del Tempo

 di Raffaele Mirelli

In dialogo con Giuseppe Di Meglio e Luciano Iacono alle Fonti delle Ninfe Nitrodi

Dall’Assoluto al Principio, come diceva Hegel di Talete (il filosofo per eccellenza), da Aristotele definito il primo “saggio” di una lunga e travagliata storia di pensieri e ripensamenti.
L’essere umano è composto d’acqua, tutti gli organismi la contengono in un piccolo bacino chiamato corpo. E’ proprio sul nostro corpo scorre, miracolosa, divina cui noi siamo devoti perché simbolo di salvezza.

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La Mortella: l'isola circondata dal giardino

Dialogo con Alessandra Vinciguerra

Entrare nella Mortella è un’esperienza che rinnova la sensibilità dello spirito. A marzo i colori, mutati in una scala di cromature che passa attraverso un autunno ed un inverno di declino, espongono il ritrovato vigore che integra elementi come terra e acqua nelle forme più variegate di cui la natura dispone. I fusti degli alberi, le foglie, i fiori e i frutti rappresentano dei canali di vita protesi verso il cielo e le nascoste radici delle convinzioni che assecondano la gravità di un’armonia vittoriosa. L’incontro tra il visibile e il non visibile, tra cielo e terra, è qui celebrato per i nostri sensi.
Oggi incontriamo Alessandra Vinciguerra, direttrice del giardino, non in un’intervista, ma in un dialogo che vuole mettere in evidenza la Filosofia, quel lato “umanistico” che sostiene e mantiene quest’isola circondata da un’altra isola, quella umana.

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I limoni di Ischia

I limoni di Ischia sono un mix di profumi mediterranei, frutti della terra vulcanica e della mite brezza di mare, un  dono per il gusto e per la pelle sull'isola del benessere per antonomasia. A pochi giorni dall'inizio ufficiale della primavera, sull’isola di Ischia sono protagonisti i suoi limoni, a pochi passi dalle bellissime acque cristalline e dalle terme più famose d’Italia. Protagonisti, le acque e i fanghi benefici di Ischia che incontrano le essenze mediterranee.

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Antonio Macrì, elogio dell'armonia cromatica

 di Ciro Cenatiempo

Una straripante folla di amici, estimatori, conoscenti, persone semplici si è radunata – una domenica dello scorso febbraio - nella chiesa di Portosalvo a Ischia, per condividere la commozione sincera del saluto ad Antonio Macrì, ultimo interprete di una fortunata e speciale generazione di artisti che si sono fatti apprezzare e amare lontano dai confini di Ischia.
Pittore popolare, uomo schivo. In questa apparente dicotomia c’è la summa di Antonio e del suo istinto talentuoso self-made che, affinandosi e perfezionandosi; e aggirando manierismi di scuola e accademismi, ha lasciato una traccia lunghissima, distribuita e abitata in un’infinità di collezioni private.

 

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L'acqua migliore del mondo

Non avevo neanche 10 anni quando con la bicicletta, una “venti” con la canna in obliquo, mi sfracellai sano sano vicino al balconcino di Calabbresiello, a Via Roma, nel centro di Barano. Le ginocchia piene di sangue, come la spalla destra, la fronte ammatunzata, un macello. Oggi non si sarebbe perso un attimo: subito a Lacco Ameno, in ospedale. Mamma e papà non avevano né macchina né patente. E poi figurarsi, i miei genitori sapevano benissimo cosa si faceva in questi casi. Lo avevano imparato dai loro vecchi.

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Il Giardino Botanico Ravino, percorso alla ricerca del divino

« Un anno in più per il Giardino Botanico Ravino che diventa percorso oltre lo spazio e il tempo alla ricerca del Divino»

Un anno di più, perché s’è aggiunta un’unità all’ultima cifra della data in corso, e siamo al 2017. Un anno di più per MERISTEMA, convegno annuale dei Giardini Ravino, alla X^ edizione che celebra il bicentenario della nascita di Henry D. Thoreau, pensatore trascendentalista, considerato una delle menti più sottovalutate d’America.

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Il bello eterno nella Baia di Sorgeto

Strettissimo il pianoro sotto il sole, nel plenilunio si dilata, rivela su un lato profili di balze e pendii, vigne basse, canneti, spalanca un orizzonte di precipizi intuibili, lontani. Sull’altro scricchiola di pomici volatili, farine vulcaniche e morte ossidiane il sentiero, profuma di ginestre lidie e di un’Eubea perduta e ritrovata. Scendiamo per l’erta, c’è brezza di terra che s’impalla fra i costoni, si fa bava, scivola; e s’immagina la luce meridiana, la rarefatta schiera di umane formiche salire con lenta costanza, inerpicarsi attese da contadini di mare e pescatori di scogliera in un villaggio d’orti contro al cielo, portare merci di preziosa inutilità, prendersi vino e tempo nel 650 A.C.

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Dopo secoli di oblio, il codice massonico di Ischia racconta la sua storia

In questi giorni è esposto all’ingresso della sala conferenze. Ben visibile a chiunque entri, sul lato opposto al busto in gesso di monsignor Onofrio Buonocore, fondatore della Biblioteca Antoniana dalle cui finestre si ammira il Castello Aragonese e penetra pungente l’aria salmastra del mare vicino. La carta fortemente ingiallita dal tempo, con ampie macchie di umidità, indica nella vetustà il suo più evidente valore. Ma non è per quello che il libro dalla copertina blu si è conquistato  tanta visibilità, fino a diventare protagonista di un altro libro, appena pubblicato da Lucia Annicelli, direttrice della Biblioteca: “Il  codice massonico di Ischia”. Il frutto di dieci anni di lavoro intorno a quelle pagine ingiallite, inghiottite per decenni dal buio in uno degli armadi di noce dell’Antoniana.

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Aenaria, la mitica città romana restituita dal mare

Per diciannove secoli la folta prateria di Posidonia l’aveva custodita e protetta. E l’antica Aenaria era ormai solo una leggenda. Come l’approdo di Enea, in quella baia accovacciata tra l’isola grande e il Castello Aragonese. Dove nessuno aveva mai trovato tracce della mitica città romana che aveva trasmesso il suo nome all’intera isola. Fino all’estate del 1973, quando due amici, durante un’immersione tra gli Scogli di Sant’Anna, ripescarono  una strana “cosa” dall’aspetto antico. Galena, avevano sentenziato gli esperti. Che fosse un primo segno dell’esistenza di Aenaria? La risposta, positiva, arrivò dalle ricerche compiute per tutto il mese di agosto, che riportarono alla luce reperti in grado di testimoniare una città sommersa, precipitosamente abbandonata dagli abitanti tra il 130 e il 150 d.C., prima di essere inesorabilmente inghiottita dal mare.

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PrimaVera

Altra giornata cupa, fredda e non per la temperatura: Febbraio! Alla metà del mese corto la mente di Eduardo giocava con i ricordi. Saranno state le lunghe battute cromatiche, irregolari dettate dal ticchettio della piog-gia che cadeva: Tic, tac, tuc, tic, fruscia foglia, vento taglia, terra accoglie. Acqua! Era solo acqua. Fonte di vita e bene prezioso. Sep-pure quasi finito, questo inverno lo rendeva stanco e non a caso pensieroso. 

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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