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Le uova colorate di Pasqua e il gioco del "Tozza tozza"

Noi bambini e giovanotti,al primo tepore della “bella stagione”, per prima cosa toglievamo  calzari e caluosci  (zoccoli di legno e cuoio) e, i più fortunati, scarpe o scarpette Superga, per camminare scalzi  sui lastroni di pietra lavica già tiepida. Nelle tasche del pantaloncino corto, c’erano due cose necessarie, anzi, indispensabili per quei tempi... Uno era l’onni_ presente strummolo (la trottolina con lo spago) e l’altro era il tiramolla (la fionda). Quest’ultimo serviva per insidiare le lucertole e, con scarsissimo successo, piccoli volatili migratori che saltellavano confidenti di pianta in pianta. Prima della domenica delle Palme invece, in tutte le case, le nonne e le mamme preparavano le uova tinte di rosso, facendole bollire con coloranti naturali, radici o altro. Le “uova rosse” erano l’istantanea preda di noi bambini e ragazzi, maschietti e femminucce. Felici, col nostro uovo in mano, giocavamo, per ore intere, in spazi che profumavano di primavera e di libertà. Giocavamo a Tozza tozza. «Quando le signorine Buonocore ci mettevano in cerchio per insegnarci ora il Vangelo, il

confraternita low

L’Arciconfraternita Visitapoveri

A FORIO QUATTRO SECOLI DI STORIA SENZA TEMPO.

DI GRAZIANO PETRUCCI

Bisogna fare i conti col tempo. Un tempo che appare simile al Giano Bifronte, antica divinità romana. Fugge, con uno sguardo rivolto al passato che sapeva riconoscere e indovinare ma rimane fermo, immobile e impassibile, e gode nei suoi tratti essenziali degli intarsi sul legno della memoria, guardando al futuro. C’è un tempo che scorre e uno che resta fermo. Che fa i conti con se stesso, guardando dentro, ma che allo stesso tempo tutela ciò che produce con gli occhi a ciò che è fuori, per raggiungerlo. Che combatte a spada tratta contro le sue erosioni, ritmate dai passaggi di stagioni che si alternano sempre uguali e che scorrono lasciando i segni lungo i quattrocento anni di vita dell’ Arciconfraternita Visitapoveri. È questa la prima impressione, dopo ne compariranno altre allo sguardo attento del visitatore ve lo assicuro, non appena si varca la porta di un edificio all’apparenza mesto ma sobrio e maestoso. Circondato dal rione dei pescatori, la stradina si collega al vecchio molo borbonico, prende il nome anche di “Chiesa di Santa Maria di Visitapoveri”.

corsa angelo

Pasqua, il Passaggio e l'Uovo di Primavera

«Easter», in inglese, significa «Pasqua». Era anche una divinità poco conosciuta, appartenente al culto degli antichi Sassoni.
Dea scandinava della primavera era il simbolo della resurrezione di tutta la natura ed era venerata agli inizi di questa stagione. Proprio i Norvegesi, “pagani”, in quel periodo, avevano come abitudine, tra l’altro, lo scambio di uova colorate chiamate «Uova di Ostara» che adesso sono diventate le «Uova di Pasqua». È forse verosimile che da questa devozione derivi la parola in inglese. La parola “pasqua”, a sua volta, proverrebbe dall’aramaico «Pasha» o dall’ebraico «pesach». Il significato indica qualcosa che festeggiamo anche nel cristianesimo, ossia un passaggio: «liberarsi» oppure in altri termini un «passare oltre».

Per gli Ebrei si tratta di una festa solenne e si celebra ogni anno sia per ricordare il “passaggio”, appunto, dell’angelo sterminatore inviato da Dio in Egitto, sotto la forma della peste che uccise gli Egiziani; e sia per ricordare l’uscita nel fluire del
popolo ebraico guidato da Mosè,

I misteri di Procida

La settimana santa nella Tradizione popolare dell'isola di Ischia e Procida

La Settimana Santa si presenta ricca di momenti volti a rievocare la passione umana di Cristo. Si tratta di riti che accompagnano la liturgia cattolica e che hanno contribuito nei secoli a rinsaldare e tramandare la fede cristiana. Canti, rappresentazioni, rievocazioni sceniche si susseguono offrendo una buona occasione al visitatore per conoscere la tradizione popolare isolana.

actus tragicus

Actus Tragicus a Forio isola d'Ischia

Originale dramma sacro itinerante dedicato alla passione e morte di Gesù, la rappresentazione venne pensata e realizzata da San Francesco d'Assisi nel lontano 1111 e messa in scena nelle strade di Forio dal 1982 grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani volenterosi. I figuranti, che indossano i costumi disegnati e realizzati meravigliosamente da un noto artigiano foriano, attraversano in processione le strade del paese, partendo da piazza Municipio

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I Misteri di Procida

Il Cristo Morto che sfila nella processione del Venerdì Santo rappresenta l’anima stessa di Procida, la quintessenza del dolore intimo e personale dell’uomo. Queste membra abbandonate e sanguinanti sono venerate da molti. Non c’è superstizione, solo una grande fede che spinge chiunque gli sia innanzi nella Chiesa di San Tommaso d’Aquino (via Marcello Scotti), dove ha sede la Congrega dei Turchini ed è esposto durante tutto l’anno, ad avvertire la necessità istintiva di accogliere la sua mano, soprattutto oggi che la teca di plexiglass che lo protegge aspetta di essere sostituita.

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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