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Daniele Papuli e la Grande Madre di carta

Per un attimo avverto l’odore dolciastro del magma mescolato all’aspro delle felci preistoriche, arse chissà quando. È come se, all’interno della Chiesa dell’Immacolata questo sentore ancestrale lo portasse con sé uno scherzo del vento di levante che, sul maniero, gira da destra a sinistra. È una stranezza dei sensi, uno straniamento, una ventata irrazionale. Sarà forse colpa della Memetica? Un mix di memoria storica, identità e genetica deformabile dalla tradizione? Imbocco un tunnel temporale che mi conduce, a ritroso, fino alle origini infuocate dell’isola minore, il vulcano che – sono trascorsi decine di millenni - offre salde fondamenta alla città fortificata, al Castello Aragonese.
Questo effetto sensationnel ha un’altra leva emotiva: è preannunciato nell’esperienza in cui ci avvolge Daniele Papuli, che ha il meridione mediterraneo e mediorientale inscritto nel cognome. Con la sua ultima opera ludicamente complessa ci rende protagonisti di meraviglia, soddisfazione, appagamento.

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La dimensione parallela di Romeo Toccaceli

La «Dimensione parallela» è quella che Romeo Toccaceli, geologo per professione, vive nel quotidiano, perché ha un’innata passione per matite, colori e inchiostri. Frequentando Ischia per lavoro, l’interesse scientifico si è trasformato naturalmente in rappresentazione creativa, grafica, artistica. Il tema della mostra, ispirato alla vigorosa natura geologica dell’isola, si collega anche alle manifestazioni dal titolo «Terremoti, vulcani e nuvole, dalla vulnerabilità dimenticata alla cultura della sicurezza» organizzate a Ischia da Ingv e Crea dal 21 luglio al 29 settembre. Toccaceli (Sapri, 1959) coltiva la sua innata passione per il disegno e le illustrazioni delle riviste fumettistiche degli anni ‘60 e ’70 fin dall’età scolastica. Da Walt Disney alla Marvel, fino a Metal Hurlant, Pilot, Linus ed altro ancora. Si laurea in Scienze Geologiche presso l’Università di Napoli.

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Di acqua e di argilla, le terrecotte firmate dell'isola dei vasai

di Isabella Marino*


Il suo vero nome non lo sapremo mai. Ma quattro lettere in alfabeto calcidese, scritto da destra verso sinistra,  sono state sufficienti a risparmiargli l’anonimato  comune alla maggioranza dei suoi colleghi. C’è l’ha fatta, Inos, a sconfiggere l’oblio. E il tempo. E’ bastato un frammento del cratere su cui ventotto secoli fa dipinse una frase inequivocabile: “…Inos m’epòiese – Inos mi fece”. Quella firma, apposta alla fine dell’VIII  secolo a.C., è la più antica di un artigiano giunta fino a noi. Per raccontarci la storia di un oggetto di uso  quotidiano ritrovato sulla collina di Mazzola, nell’odierna Lacco Ameno, zona residenziale e di officine metallurgiche dell’antica  Pithecusa. A poche decine di metri, in linea d’aria, dal più costiero “keramèikos”, il quartiere dei vasai scoperto dalla metà del secolo scorso nell’area archeologica sotto la basilica di Santa Restituta, dove anche Inos modellava e decorava la creta locale.

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De Formae: trasfigurazioni e mutazioni inconsce

In dialogo con Luca D’ambra dei Giardini Ravino

Il secondo giardino in cui entro per raccontare l’umano, quello nascosto tra le trame imprenditoriali di un’isola che vive di natura e di bellezza. Di questa bellezza, però, non ne si parla quotidianamente, essa si può solo esperire tramite il racconto. Come diceva un mio amico filosofo: “E’ a’ guerra!“. Ossia è bello, e il bello, la bellezza proviene da bellum (Latino per guerra).
La bellezza di cui se ne può fare racconto e che parla di forme che mutano, è veramente tale: fa guerra e vuole conquiste in difesa del proprio, ma che cos’è veramente proprio?
Inizia qui il racconto di Luca D’Ambra, il quale rappresenta la sua famiglia, la sua storia, quella delle persone che hanno impostato un progetto di vita, apparentemente legato solo ad una passione personale, e che poi ha assunto caratteristiche imprenditoriali, sociali.

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Giulio Grablovitz a Ischia

uno scienziato sospeso fra terra e cielo

di Graziano Ferrari*

«27 gennaio 1886 - Prendo residenza ad Ischia, provvisoriamente alla Casina Reale».
Con queste poche parole una mattina d’inverno, meno di tre anni dopo il terremoto che distrusse Casamicciola, Giulio Grablovitz annotò nel suo diario l’inizio della sua permanenza stabile nell’isola.  Cosa andrà a fare lo studioso triestino e perché, è tutto da scoprire! La storia inizia dieci anni prima.
Fitti e affascinanti sono gli eventi che  legano il nostro misterioso scienziato alla terra, al  mare e al cielo di questa meravigliosa isola. Ma andiamo con ordine.

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Naso a naso con Marco Varriale


Con Lui, abbiamo il piacere di esplorare il mondo della profumeria artistica, o di nicchia, un universo che preserva e conserva tutto un apparato qualitativo e creativo non rintracciabile nella profumeria tradizionale.

Marco Varriale e’ diventato ormai uno dei professionisti e dei veterani del settore ad Ischia. La sua profumeria artistica Essence, negli anni si è trasformata in un salotto d’incontro, di comunicazione, di scambio, di amicizia, di educazione "nell'arte del profumarsi".
Attraverso le sue ricerche e la sua esperienza profumiera e’ riuscito a fondere unicità, raffinatezza e classe in un modo naturale e spontaneo per donare personalità con una soluzione olfattiva ideale.

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Sant’Anna, un fascino senza fine

La festa di Sant’Anna risale ad una tradizione del secolo scorso. Il 26 di Luglio, d’ogni anno, le donne gravide andavano in processione a venerare l’effige della Madre della Madonna che si trovava in una cappella nella baia di Cartaromana. Esse erano accompagnate da un corteo composto dalle barche dei pescatori, che per l’occasione addobbavano lo scafo con frasche e ghirlande di fiori.

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L’incanto del Parco Eden

Ci sono luoghi dove il tempo sembra fermarsi, spazi in cui ritrovare  la serenità e  la pace che in questo mondo sembrano sfuggirci continuamente. Il Parco "Eden" di Ischia è in tal senso un'armoniosa oasi di bellezza e relax  che sono sapientemente coniugate per regalare attimi di profonda serenità. La magica atmosfera beach club del Giardino Eden nasce dalla straordinaria fusione dei rinomati punti cardine caratteristici dell’Isola d’Ischia: natura, storia e mare. Ai piedi della Torre di Guevara (oggi museo e struttura polivalente) ed al centro dell’antica baia colonia di Aenaria (oggi sommersa), florido insediamento romano del quale si stima maggiore attività tra il I secolo a.C. ed il IV secolo d.C.

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Corbaro, un regno tra natura e magia

Due storie che s’incrociano quella di Max e Nino spinti dalla stessa voglia di impadronirsi del proprio tempo, dei propri spazi, dalla voglia di decidere delle proprie vite. Sull’onda di un cambiamento interiore sincrono, decidono di dire addio alla loro vecchia vita, fatta di rumore, di caos e di clacson che suonano all’impazzata e di dedicarsi alla natura; un modo terapeutico di dedicarsi a sé stessi in maniera autonoma, indipendente, libera, senza scadenze e senza padroni.

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Dopo secoli di oblio, il codice massonico di Ischia racconta la sua storia

In questi giorni è esposto all’ingresso della sala conferenze. Ben visibile a chiunque entri, sul lato opposto al busto in gesso di monsignor Onofrio Buonocore, fondatore della Biblioteca Antoniana dalle cui finestre si ammira il Castello Aragonese e penetra pungente l’aria salmastra del mare vicino. La carta fortemente ingiallita dal tempo, con ampie macchie di umidità, indica nella vetustà il suo più evidente valore. Ma non è per quello che il libro dalla copertina blu si è conquistato  tanta visibilità, fino a diventare protagonista di un altro libro, appena pubblicato da Lucia Annicelli, direttrice della Biblioteca: “Il  codice massonico di Ischia”. Il frutto di dieci anni di lavoro intorno a quelle pagine ingiallite, inghiottite per decenni dal buio in uno degli armadi di noce dell’Antoniana.

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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