L'Isola con Vista

Casamicciola Terme"Di origine vulcanica, l’isola d’Ischia è tra i luoghi più affascinanti d’Italia grazie alla congiunzione di tempo, storia, arte e bellezze naturali. Qui convivono il mare e l’archeologia, le terme e i sapori, il folklore e la modernità. Dei tanti itinerari possibili per conoscerla e apprezzarla, ne abbiamo scelto uno che privilegia i colpi d’occhio per il visitatore. Un giro dell’isola attraverso scenari che la raccontano, dove è possibile “vedere” oltre che guardare.

Scenari in grado di ammaliare e fissarsi nella memoria non solo per la bellezza e la potenza evocativa di un panorama.

L’ideale è prendere a nolo uno scooter o, se siete allenati, anche un bicicletta. In quest’ultimo caso, l’aria frizzante di settembre vi aiuterà ad arrivare anche nelle zone più ardite, sfidando le ore più calde e le ripide salite dovute alla morfologia assai irregolare dell’isola verde.

Si comincia di primo mattino, dal borgo marinaro di Ischia Ponte. Chiese, antichi palazzi, il vociare dei pescatori e dei commercianti. Stradine che si intersecano tra di loro e rivelano segreti e sorprese. Scendendo lungo Via del Seminario, ad angolo con la farmacia, c’è una piccola stradina, Vico Marina, che conduce alla prima tappa del nostro itinerario. E’ il Palazzo Malcovati, autentico scrigno lontano dai rumori della quotidianità e affacciato direttamente sul mare.

Custodito da una piazzetta, circondato da pittoresche case popolari e impreziosito da una facciata spesso ricoperta di rampicanti, l’edificio sorge su una torre costiera costruita nella seconda metà del Cinquecento in seguito a un'ordinanza della Regia Corte di Napoli che favoriva la costruzione di torri marittime per la difesa dai corsari. In questo luogo sospeso tra terra e mare hanno soggiornato, tra gli altri, Eugenio Montale e Josif Brodskij; qui il regista Anthony Minghella ha immaginato la dimora di Dickie Greaeleaf nel film “Il talento di Mr. Ripley”, tratto dal romanzo di Patricia Highsmith. Se il tempo è chiaro, e l’aria pulita, la riserva naturale di Vivara e l’isola di Procida sembreranno a portata di mano.

Il Borgo di Celsa è anche il luogo del Castello Aragonese, una delle meraviglie dell’isola. Noi sceglieremo di osservarlo un po’ più da lontano di quanto solitamente avviene. Si imbocca Via Gian Battista Vico, poi a sinistra verso Cartaromana. Un ampio spiazzo, alla fine della strada, permette di ammirare il Castello in tutta la sua magnificenza e armoniosa bellezza. Sotto di noi gli scogli di Sant’Anna, a sinistra la Torre de Guevara, e in lontananza Vivara, Procida, Capo Miseno, Capri e la Penisola Sorrentina. Uno skyline di impareggiabile bellezza.

E’ tempo di raggiungere i comuni di Barano e Serrara Fontana, luoghi che hanno conservato più di altri il panorama rurale all’interno e la spettacolarità della costa. Subito dopo la frazione di Testaccio, sulla strada che porta al mare, un belvedere si apre sulla spiaggia dei Maronti. Tre chilometri di arenile ricoperto di un manto sabbioso, particolare e unico per composizione. Forse la spiaggia più bella dell’isola, circondata da colline le cui rupi, a declivio sul mare, nascondono le entrate di anfratti bui conosciuti come “cave”, sede spesso di sorgenti d’acqua termale. Sullo sfondo, il borgo di Sant’Angelo, che contempleremo da un altro belvedere, quello di Serrara. Dall’alto, all’ombra di un grande pino, il paesaggio appare docile e allo stesso tempo imponente, dolcissimo e curato fino all’orlo, con la scacchiera dei campi segnata da morbidi arterie di muretti a secco che degradano verso il mare. Di fronte Sant’Angelo e il suo promontorio, e ci viene subito voglia di raggiungerlo per un tuffo nella spiaggetta di Cava Grado e un provvidenziale spuntino. Prima, però, tra il Ciglio e il Cuotto, gli occhi si poggiano sull’architettura rupestre delle case di pietra, preziosa testimonianza della creatività espressa dalle comunità contadine dell’isola.

Dopo circa mezz’ora di cammino si arriva al Faro di Punta Imperatore che domina gran parte del territorio di Forio. Quasi una veduta aerea che abbraccia Citara e lo splendido litorale, la bianca Chiesa del Soccorso e le antiche Torri del centro abitato. Alle nostre spalle la macchia mediterranea cade a precipizio su calette che sono scrigni di acqua pura, mentre lo scenario maestoso della montagna, nel versante più roccioso, da’ forma alla luce. Grazie alla presenza del vento che spazza il cielo, i raggi del sole si riverberano in maniera cristallina sulla pietra ischitana regalando uno spettacolo indimenticabile. Se l’ora del tramonto è vicina, conviene aspettarla qui; in compagnia dei falchi pellegrini che fanno gli esercizi di volo mantenendosi ad altere distanze e i gabbiani, tanti, che si lanciano verso il mare con le ali ferme come deltaplani. A Lacco Ameno, sul versante nord dell’isola, è d’obbligo una sosta al belvedere di Monte Vico. Altra veduta mozzafiato di grandissima ampiezza: Piazza Santa Restituta, l’elegante corso pedonale, il caratteristico Fungo, il Museo Archeologico di Villa Arbusto, la litoranea che porta a Casamicciola, le colline del Tabor e del Rotaro. La tentazione di fotografare è fortissima, ma ci vorrebbe un obiettivo a 360°. Il paesaggio è lì, davanti a noi; quando guardiamo nel mirino, non c’è più. Appena lo delimiti, scompare.

All’imbrunire torniamo a Ischia Porto. Ci fermiamo sul porto, gioiello naturale tra i più belli del Mediterraneo. Scegliamo il parco della Pagoda, sulla riva sinistra, come ultimo punto di osservazione del nostro itinerario. La grandi navi del trasporto marittimo e i gozzi di legno passano davanti al vecchio fanale corroso dal sale ed entrano in porto. Di fronte a noi, sull’altra riva del porto, un edificio color rosso pompeiano quasi immerso nella vegetazione: è Villa Dohrn, oggi un centro studi in ecologia bentonica. Si accendono le prime luci della sera, riflesse nello specchio d’acqua: sono i ristoranti e i locali notturni della rive droite, una certezza nel by night ischitano. Possono essere più o meno affollati secondo la stagione o la moda del momento. Talvolta chiudono e si ripresentano con un nuovo nome. In altri casi si rifanno semplicemente il look. Quelli che contano restano pressoché gli stessi, intramontabili punti di ritrovo che animano le notti isolane. Ma questa è tutta un’altra storia.

di Gianluca Castagna

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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