Storia, acque e geologia

iasolino

Le acque termali dell'Isola d'Ischia sono ben conosciute ed utilizzate fin dall'antichità, come dimostrano i numerosi reperti archeologici conservati presso il Museo Archeologico di Villa Arbusto a Lacco Ameno. I Greci infatti utilizzavano le acque termali per ritemprare lo spirito ed il corpo e come rimedio per la guarigione dei postumi di ferite di guerra attribuendo alle acque poteri soprannaturali.

Non a caso presso ogni località termale sorgevano templi dedicati a divinità come quello di Apollo a Delfi. Se i Greci furono i primi popoli a conoscere i poteri delle acque termali, i Romani le esaltarono come strumento di cura e relax attraverso la realizzazione di Thermae pubbliche ed utilizzarono sicuramente e proficuamente le numerose sorgenti dell'Isola anche senza fastosi insediamenti; nell'Isola infatti non sono state rinvenute, come invece a Roma, imponenti vestigia di edifici termali.

Il declino della potenza di Roma coincise con l'abbandono dell'uso dei balnea anche ad Ischia: non ci sono infatti tracce dell'uso delle acque nel Medioevo.

Di terme e termalismo si riprende attivamente a parlare nel Rinascimento ed un impulso decisivo alla moderna medicina termale venne dato da Giulio Iasolino, un medico calabrese, docente presso l'Università di Napoli, che verso la fine del 1500, affascinato dal clima e dai fenomeni di vulcanismo secondario (fumarole ed acque termali), intuendo le potenzialità terapeutiche del mezzo termale, effettuò un meticoloso censimento delle sorgenti, ne individuò la composizione delle acque e compì dettagliate osservazione circa gli effetti delle stesse su numerose patologie che affliggevano i suoi contemporanei.

Composizione chimica delle acque

Nel corso del decennio 1988-1998 sono state monitorate 83 aziende termali, ubicate in corrispondenza di sorgenti e pozzi significativi per la ricostruzione dello schema di circolazione idrica. I prelievi sono stati effettuati periodicamente nei Comuni di Casamicciola (22 aziende termali), Ischia (28 aziende termali), Forio (17 aziende termali), Serrara Fontana (7 aziende termali), Lacco Ameno (7 aziende termali), Barano (2 aziende termali).
Le analisi hanno riguardato la determinazione dei principali parametri chimico-fisici (temperatura pH, conducibilità elettrica) e quella di una gran serie di anioni e cationi. Le concentrazioni dei cationi sono state determinate mediante spettrofotometria di assorbimento atomico, quelle degli anioni attraverso cromatografia ionica e quella della silice con metodo colorimetrico. È emerso che le acque sotterranee dell'isola sono molto varie e caratterizzate, in genere, da:
- temperatura compresa tra 18 e 90°C;
- conducibilità elettrica compresa tra 841 e 56000 mS/cm; elevati tenori in alcali e silice (fino a circa 600mg/l), tipici questi ultimi di circuiti idrici sotterranei in rocce vulcaniche potassiche.

Si riconoscono quattro gruppi di acqua:
- bicarbonato - calciche;
- bicarbonato - alcaline;
- di transizione;
- solfato - clorurato – alcalino

direttamente collegabili al modello geologico vulcanico dell’Isola.

Modello geologico

La storia eruttiva e tettonica dell’isola di Ischia è molto complessa e l’età rilevata dei materiali vulcanici risale a 150.000 anni fa. L’attività vulcanica dell’isola di Ischia comprende due distinti cicli: il primo sviluppato tra 150.000 e 75.000 anni fa, il secondo ciclo ha inizio con la grande eruzione che generò il tufo verde del monte Epomeo ed è caratterizzato da consistenti movimenti verticali che coinvolgono la parte centrale dell’isola. A queste attività vulcaniche vanno aggiunti i fenomeni vulcano-tettonici e quelli connessi all’azione di agenti esogeni i cui effetti si traducono in azioni di erosione, trasporto e sedimentazione dei materiali piroclastici sciolti. Il modello idrogeologico comunemente accettato prevede l’esistenza di due falde basali sovrapposte: quella sottostante, alimentata da acque di ingressione marina, di conseguenza ad elevato contenuto salino, delimitata superiormente da una superficie concava verso l’alto e l’altra di alimentazione piovana, quindi meno mineralizzata, che “galleggia”, perché meno densa, sulla prima e che è delimitata superiormente da una superficie convessa, in quanto aumenta di spessore dalla costa verso il centro dell’isola. La zona di contatto tra le due è caratterizzata da una fascia di diffusione in cui le acque assumono chimismo intermedio. Lo spessore di tale fascia varia da zona a zona e nella stessa zona può variare nel corso dell’anno. Tali variazioni sono dovute alla diversa intensità delle precipitazioni. Le precipitazioni massime si verificano nel bimestre novembre-dicembre, mentre quelle minime nel trimestre giugno-agosto. Il riscaldamento delle acque ha luogo per conduzione, ma soprattutto per convenzione a seguito dei moti circolatori attraverso il reticolo fissurale (faglie e fratture beanti) innescati da squilibri termici.

Mappe idrogeologiche

Gruppo A (facies bicarbonato - calcica)
Solamente pochi campioni appartengono alla facies-calciche. Trattasi di acque prelevate in corrispondenza di sorgenti e di pozzi superficiale delle zone più interne dell'isola, riguardanti falde sospese. I bassi valori di temperatura (da 18 a 25°C) (Figura 2) e di conducibilità (da 831 a 1789 mS/cm, Figura 3), se paragonati con quelli dei restanti accorpamenti, testimoniano, infatti, la presenza di circuiti relativamente superficiali e veloci, con tempi minimi di interazione acqua- roccia.

Gruppo B (Bicarbonato-alcalina)
Sono acque bicarbonato-alcaline. Esse sono caratterizzate da elevati valori di temperatura (da 40 a 90°C) e da valori di conducibilità relativamente contenuti (da 1800 a 6700 mS/cm), se confrontati con quelli dei gruppi C e D. Queste acque sono state campionate, generalmente, nella zona più interna dell'isola ed, in particolare, in prossimità delle faglie marginali del Monte Epomeo, a monte ed a valle delle stesse.

mappa-fasce-idrogeochimiche mappa-temperature-acque mappa-conducibilita-acque

Gruppo C (facies di transizione)
Le acque ascrivibili alla facies di transizione rappresentano circa 1/3 dei campioni esaminati. Parte di queste acque si colloca lungo una probabile retta di miscelazione tra le anzidette acque bi­carbonato-alcaline e quelle solfato-clorurato-alcaline. Le stesse acque, anche sulla base della relazione tra i cloruri e gli ioni alcalini, possono essere considerate come termini a chimismo intermedio tra quello dei gruppi B e D.
Per quanto attiene all’andamento delle temperature e della conducibilità di questo gruppo, si osserva un decremento delle temperature a mano a mano che ci si avvicina alla linea di costa, nella zona del graben di Ischia e nel settore nord-occidentale dell’isola; la conducibilità (variabile da 10000 a 20000 mS/cm) assume valori generalmente superiori a quelli delle acque bicarbonato-alcaline e sempre più bassi rispetto a quelli tipici delle acque solfato-clorurato alcaline. Le acque riconducibili a questa facies sono state campionate generalmente da pozzi che interessano la falda di base nella fascia marginale dell’isola; nella zona della depressione di Ischia, esse sono state campionate fino a notevole distanza dalla linea di costa.

Gruppo D (Facies solfato-clorurato-alcalina)
I campioni d’acqua esaminati appartengono al raggruppamento solfato-clorurato-alcalino ed hanno composizione prossima a quella delle acque di mare. Ma non provengono dalla miscelazione delle acque marine con quelle freatiche.
Dette acque si distinguono per gli alti valori di conducibilità che, in casi non sporadici, superano i 40000 mS/cm. Per quanto concerne le temperature, risultano variazioni, a seconda della porzione di acquifero considerata: nel settore nord-orientale dell’isola, coincidente con il graben di Ischia, le temperature sono relativamente poco elevate e limitate in un intervallo di valori relativamente ristretto (da 20 a 40°C); nel settore marginale di Monte Epomeo, invece, le temperature sono generalmente più alte e non sempre diminuiscono verso la linea di costa, anzi, in alcuni casi, superano gli 80°C. Queste acque caratterizzano generalmente i pozzi prossimi alla linea di costa, sia quelli superficiali, sia quelli profondi che superano l’interfaccia acqua di falda-acqua di ingressione marina. Ovviamente questi ultimi denotano i valori di salinità ed i tenori in cloruri più elevati.

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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