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Gli eroi del vino a Ischia

Nicola agita il bicchiere in senso rotatorio, è soddisfatto mentre lo fa. I profumi dei suoi vini sono puliti, nitidi, raffinati, aromi che rivelano la storia di vini pieni di carattere, eleganti e della grande fatica che nasconde un bicchiere di nettare ben fatto. Il lavoro in vigna è duro, spiega Nicola e mentre lo racconta ha il volto compiaciuto. Il vino non è che il frutto di un progetto ben congeniato che nasce dalla terra e dal lavoro instancabile di chi vi dedica dietro le quinte, uomini senza volto che offrono la propria vita alla terra. Il vino, si sa, si fa in vigna, tutti noi lo sappiamo, ma Nicola, Vera e Antonio Mazzella ne sanno un po' di più. La loro vita si complica quando i vigneti si piegano all’arte di un funambolismo estremo ed il lavoro diventa più difficile. Cieli tersi e vigne vigorose aggrappate su terrazzamenti scoscesi a picco sul mare sono l’immagine calzante di quella che viene definita viticoltura eroica.

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A Forio la bellezza nascosta della festa di San Vito

A distanza di un anno – un intervallo che può durare un’eternità – torniamo a parlare della festa di San Vito. Forio è un comune che vale la pena di essere visitato e che pretende l’attenzione che merita. É un racconto che scorre lungo le strade e le rive della storia e del tempo. Il nome della seconda città isolana per importanza ed estensione, racchiude il fascino delle influenze che l’hanno animata e secondo alcuni studiosi deriverebbe da «Fiorio», a simboleggiare il fiorire dopo la distruzione di altri Casali. Secondo altri più probabile che discenda dal greco «phoròs», ossia «fertile» oppure da «chorìon» cioè «villaggio». E’ stata meta e centro internazionale di uomini dello spettacolo e della cultura, da Luchino Visconti a Pier Paolo Pasolini passando per Elsa Morante e Alberto Moravia, Renato Guttuso, Auden e Pablo Neruda Ed è il mese di giugno il più adatto per immergersi in questa che sembra un borgo con le caratteristiche di una cittadella. Spingendosi sia verso le strette stradine del Cierco oppure restando sul corso principale la percezione di essere fuori dal mondo, pur navigando al suo interno, non ci abbandona neppure per un momento. Una delle occasioni per comprendere al meglio la sua linfa si presenta con la festa di San Vito che richiama un fermento singolare durante la celebrazione dei riti e dei festeggiamenti mentre non passa inosservata la folla immensa e compatta che inonda le strade.

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Nitrodi: millenario fluire di salute e benessere

“Copiosa sempre scaturisce a piedi di un ammasso di pezzi di lava sorretto da un muro ove sono appilcati tre piccoli doccioni, per i quali l’acqua fluisce”
G.D’Ascia 1864

La storia della sorgente di Nitrodi è davvero singolare e straordinaria. È noto infatti che già nel I sec. a.C. la Fonte di Nitrodi godesse di una certa fama in tutto l’impero romano. I numerosi rilievi trovati nel 1757 presso la sorgente e oggi conservati al MANN dimostrano infatti che i fruitori dell’epoca provenivano da varie parti dell’Impero ed appartenevano ai ceti sociali più elevati. La storia della Fonte in epoca greca, intanto, è ancora poco conosciuta e non studiata. Recenti lavori di ammodernamento al piano terra della struttura hanno messo in evidenza e riportato alla luce gli antichi “doccioni”, ancora oggi funzionanti, che hanno permesso di accertare come alcuni grossi blocchi di pietra, utili a sorreggere tali doccioni, siano con molta probabilità stati realizzati in epoca antecedente a quella romana. La sorgente proprio in questo periodo storico era consacrata al Dio Apollo e alle Ninfe Nitrodi.

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Lo zolfo e il pegno dell'anello

Il nome della seconda città isolana per importanza ed estensione, racchiude tutto il fascino delle influenze che l’hanno animata e, secondo alcuni studiosi, deriverebbe da «Fiorio», a simboleggiare il fiorire dopo la distruzione di altri Casali. Secondo altri è più probabile che discenda dal greco «phoròs», ossia «fertile» oppure - ancora meglio - da «chorìon» cioè «villaggio». Il mese di giugno è il più adatto per visitare la «terra di mezzo», posta tra i promontori di Punta Caruso – conosciuta con il nome di Zaro – e Punta Imperatore.

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PrimaVera

Altra giornata cupa, fredda e non per la temperatura: Febbraio! Alla metà del mese corto la mente di Eduardo giocava con i ricordi. Saranno state le lunghe battute cromatiche, irregolari dettate dal ticchettio della piog-gia che cadeva: Tic, tac, tuc, tic, fruscia foglia, vento taglia, terra accoglie. Acqua! Era solo acqua. Fonte di vita e bene prezioso. Sep-pure quasi finito, questo inverno lo rendeva stanco e non a caso pensieroso. 

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Il Giardino Botanico Ravino, percorso alla ricerca del divino

« Un anno in più per il Giardino Botanico Ravino che diventa percorso oltre lo spazio e il tempo alla ricerca del Divino»

Un anno di più, perché s’è aggiunta un’unità all’ultima cifra della data in corso, e siamo al 2017. Un anno di più per MERISTEMA, convegno annuale dei Giardini Ravino, alla X^ edizione che celebra il bicentenario della nascita di Henry D. Thoreau, pensatore trascendentalista, considerato una delle menti più sottovalutate d’America.

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L'acqua migliore del mondo

Non avevo neanche 10 anni quando con la bicicletta, una “venti” con la canna in obliquo, mi sfracellai sano sano vicino al balconcino di Calabbresiello, a Via Roma, nel centro di Barano. Le ginocchia piene di sangue, come la spalla destra, la fronte ammatunzata, un macello. Oggi non si sarebbe perso un attimo: subito a Lacco Ameno, in ospedale. Mamma e papà non avevano né macchina né patente. E poi figurarsi, i miei genitori sapevano benissimo cosa si faceva in questi casi. Lo avevano imparato dai loro vecchi.

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Il bello eterno nella Baia di Sorgeto

Strettissimo il pianoro sotto il sole, nel plenilunio si dilata, rivela su un lato profili di balze e pendii, vigne basse, canneti, spalanca un orizzonte di precipizi intuibili, lontani. Sull’altro scricchiola di pomici volatili, farine vulcaniche e morte ossidiane il sentiero, profuma di ginestre lidie e di un’Eubea perduta e ritrovata. Scendiamo per l’erta, c’è brezza di terra che s’impalla fra i costoni, si fa bava, scivola; e s’immagina la luce meridiana, la rarefatta schiera di umane formiche salire con lenta costanza, inerpicarsi attese da contadini di mare e pescatori di scogliera in un villaggio d’orti contro al cielo, portare merci di preziosa inutilità, prendersi vino e tempo nel 650 A.C.

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Ipomea del Negombo 2017

Il 26, 27 e 28 maggio 2017, patrocinata dal comune di Lacco Ameno, avrà luogo la quindicesima edizione di Ipomea, mostra mercato di piante rare ed inconsuete della fascia temperata calda.

L’apertura è venerdì 26 maggio dalle ore 15.00 alle 20.30, sabato e domenica dalle ore 10.30 alle 20.30. Si svolgerà nel Parco Botanico Idrotermale del Negombo. Il 28 maggio, alle 16.30, il programma estende la possibilità di conversare con i paesaggisti Ermanno Casasco e Patrizia Pozzi o di assistere al lavoro dei due illustratori, Simo Capecchi e Alessandro Rak che, in contemporanea, eseguiranno un reportage grafico descrivendo le piante più curiose, raccontandone coltivazione, usi e aneddoti, disegnando davanti al pubblico. Ipomea vuole essere affermazione della cultura e del senso del luogo attraverso il mondo delle piante, delle essenze e dei prodotti naturali. La mostra sarà associata al Museo delle Farfalle “Lepidoptera”, visitabile dal 18 maggio al 31 Luglio, e per l’intero mese di Settembre. Un periodo più lungo allo scopo di trasformarlo in una vera e propria attrattiva semipermanente sull’Isola d’Ischia.

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Ariosto in accademia L’Orlando di Cocciardo

“Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori… io canto”

Il retorico chiasmo, come un tris tracciato dall’incrocio di quattro  pennellate, apre e sintetizza l’Orlando furioso di Ariosto. Disciplinato da una griglia di ottave di endecasillabi, il poema cavalleresco si articola in un turbinio di personaggi, eventi, sentimenti che si affollano, si accalcano, si avvicendano. Si pensi ai dipinti o agli arazzi rinascimentali che raffigurano le epiche battaglie di Pavia, Roncisvalle,San Romano di artisti come Paolo Uccello, Ruprecht Heller, dove si avvolgono come onde, teorie di forme e colori (corpi in torsione convulsa, armature, muscoli di guerrieri e cavalli) scandite da lunghe file di lance che montano un’impalcatura geometrica fatta di corrispondenze tra rette, semiassi, raggi con diametri di tensioni: una calca biblica di uomini e bestie che è impossibile enumerare e immediatamente distinguere nei particolari ma che, tuttavia, funziona come un meccanismo perfetto. 

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  • Sito web www.ischia.it
  • skypeCall center

Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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