uova

Le uova colorate di Pasqua e il gioco del "Tozza tozza"

Noi bambini e giovanotti,al primo tepore della “bella stagione”, per prima cosa toglievamo  calzari e caluosci  (zoccoli di legno e cuoio) e, i più fortunati, scarpe o scarpette Superga, per camminare scalzi  sui lastroni di pietra lavica già tiepida. Nelle tasche del pantaloncino corto, c’erano due cose necessarie, anzi, indispensabili per quei tempi... Uno era l’onni_ presente strummolo (la trottolina con lo spago) e l’altro era il tiramolla (la fionda). Quest’ultimo serviva per insidiare le lucertole e, con scarsissimo successo, piccoli volatili migratori che saltellavano confidenti di pianta in pianta. Prima della domenica delle Palme invece, in tutte le case, le nonne e le mamme preparavano le uova tinte di rosso, facendole bollire con coloranti naturali, radici o altro. Le “uova rosse” erano l’istantanea preda di noi bambini e ragazzi, maschietti e femminucce. Felici, col nostro uovo in mano, giocavamo, per ore intere, in spazi che profumavano di primavera e di libertà. Giocavamo a Tozza tozza. «Quando le signorine Buonocore ci mettevano in cerchio per insegnarci ora il Vangelo, il

corsa angelo

Pasqua, il Passaggio e l'Uovo di Primavera

«Easter», in inglese, significa «Pasqua». Era anche una divinità poco conosciuta, appartenente al culto degli antichi Sassoni.
Dea scandinava della primavera era il simbolo della resurrezione di tutta la natura ed era venerata agli inizi di questa stagione. Proprio i Norvegesi, “pagani”, in quel periodo, avevano come abitudine, tra l’altro, lo scambio di uova colorate chiamate «Uova di Ostara» che adesso sono diventate le «Uova di Pasqua». È forse verosimile che da questa devozione derivi la parola in inglese. La parola “pasqua”, a sua volta, proverrebbe dall’aramaico «Pasha» o dall’ebraico «pesach». Il significato indica qualcosa che festeggiamo anche nel cristianesimo, ossia un passaggio: «liberarsi» oppure in altri termini un «passare oltre».

Per gli Ebrei si tratta di una festa solenne e si celebra ogni anno sia per ricordare il “passaggio”, appunto, dell’angelo sterminatore inviato da Dio in Egitto, sotto la forma della peste che uccise gli Egiziani; e sia per ricordare l’uscita nel fluire del
popolo ebraico guidato da Mosè,

I misteri di Procida

La settimana santa nella Tradizione popolare dell'isola di Ischia e Procida

La Settimana Santa si presenta ricca di momenti volti a rievocare la passione umana di Cristo. Si tratta di riti che accompagnano la liturgia cattolica e che hanno contribuito nei secoli a rinsaldare e tramandare la fede cristiana. Canti, rappresentazioni, rievocazioni sceniche si susseguono offrendo una buona occasione al visitatore per conoscere la tradizione popolare isolana.

actus tragicus

Actus Tragicus a Forio isola d'Ischia

Originale dramma sacro itinerante dedicato alla passione e morte di Gesù, la rappresentazione venne pensata e realizzata da San Francesco d'Assisi nel lontano 1111 e messa in scena nelle strade di Forio dal 1982 grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani volenterosi. I figuranti, che indossano i costumi disegnati e realizzati meravigliosamente da un noto artigiano foriano, attraversano in processione le strade del paese, partendo dalla contrada di Monterone.

misteri

I Misteri di Procida

Il Cristo Morto che sfila nella processione del Venerdì Santo rappresenta l’anima stessa di Procida, la quintessenza del dolore intimo e personale dell’uomo. Queste membra abbandonate e sanguinanti sono venerate da molti. Non c’è superstizione, solo una grande fede che spinge chiunque gli sia innanzi nella Chiesa di San Tommaso d’Aquino (via Marcello Scotti), dove ha sede la Congrega dei Turchini ed è esposto durante tutto l’anno, ad avvertire la necessità istintiva di accogliere la sua mano, soprattutto oggi che la teca di plexiglass che lo protegge aspetta di essere sostituita.

La Ndrezzata

La ‘Ndrezzata di Buonopane del lunedi dell’Angelo

A differenza degli altri eventi, non è ispirata alla risurrezione di Cristo ma simboleggia un momento di pace e la fine delle ostilità tra gli abitanti di due frazioni, Barano e Buonopane. Si racconta infatti che intorno al 1500 un pescatore baranese aveva regalato alla propria fidanzata una cintura di corallo, ma questa un giorno venne trovata nelle mani di un giovane di Buonopane.

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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