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A Forio la bellezza nascosta della festa di San Vito

A distanza di un anno – un intervallo che può durare un’eternità – torniamo a parlare della festa di San Vito. Forio è un comune che vale la pena di essere visitato e che pretende l’attenzione che merita. É un racconto che scorre lungo le strade e le rive della storia e del tempo. Il nome della seconda città isolana per importanza ed estensione, racchiude il fascino delle influenze che l’hanno animata e secondo alcuni studiosi deriverebbe da «Fiorio», a simboleggiare il fiorire dopo la distruzione di altri Casali. Secondo altri più probabile che discenda dal greco «phoròs», ossia «fertile» oppure da «chorìon» cioè «villaggio».

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Il flusso naturale del relax

DI RAFFAELE MIRELLI

Sono in viaggio verso i giardini Poseidon, parco termale che si trova a Forio d’Ischia. Sono nella mia auto e mi muovo con fretta per non arrivare tardi all’appuntamento. Mi attende una delle realtà isolane più incredibili. Perché? Il giardino si estende per sei ettari nella stupenda baia di Citara. Acque cristalline bagnano una sabbia dalle sfumature verdi. Mi trovo sul versante ovest dell’isola, uno dei più belli. Qui il sole d’estate, tra le diciannove e le venti e trenta, trova le sue espressioni più romantiche, per chi è innamorato, e quelle più esistenzialistiche per chi è riflessivamente triste. Sono curioso di mettere i piedi in questo luogo che dal 1959 si estende tra collina e spiaggia, tra cielo e terra. Mi accoglie il responsabile tecnico del giardino, il gentilissimo architetto Bruno Macrì che, da ormai venti anni, insieme a oltre 120 dipendenti gestisce il ritmo di una bellezza rossa come il tramonto della stupenda Forio.

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La leggenda di Vito

- La Festa di San Vito, Patrono del Comune di Forio va ad incastonarsi come una splendida perla in un mese, Giugno, che parla di sole, calore e colori intensi donatici dalla natura.
Mons. Giuseppe Regine è Parroco di San Vito da 45 anni e lì è possibile trovarlo ogni giorno, intento nella preghiera, nella lettura dei quotidiani cattolici, nell’ascolto della sua gente, nell’amministrazione del Sacramento della Confessione, nella cura del tempio dedicato al Santo Patrono.

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La grande avventura dell'acqua di Napoli

DI ISABELLA MARINO

Potente, gagliardo, fulmineo. Alto quaranta metri. Trasparente contro il cielo azzurro di una giornata tersa d’autunno. Applausi scroscianti accolsero lo zampillo di acqua pura, in quella domenica 9 novembre 1958, mentre s’innalzava sul piazzale gremito di popolo ai piedi del Castello Aragonese. E il mare tutt’intorno era pieno di imbarcazioni pavesate a festa, che salutarono con le loro sirene quella novità che già si poteva definire storica. Dopo anni di attesa, l’acquedotto sottomarino era terminato e portava in dote a Ischia l’acqua che avrebbe messo fine alla sua sete. Se ne giovava già Procida da un paio d’anni e ora era la volta dell’isola più lontana dalla terraferma, punto di arrivo di un progetto che aveva cominciato a prendere forma all’inizio di quel decennio di grandi opere e di profondi cambiamenti.

Fonte Nitrodi 2017 560

I bagni che piacevano alle matrone romane

DI GRAZIANO PETRUCCI

Il sole caldo e timido abbraccia la terra, mentre la attraversa un vento leggero proveniente dal mare che fa capolino tra le colline lussureggianti e le gole verticali e profonde. Distante, oltre gli olmi, la montagna che sorveglia Sant’Angelo e la baia dei Maronti.

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Le fluorescenze digitali del silenzio verde

DI GRAZIANO PETRUCCI

Che Ischia sia un’isola meravigliosa non è di certo un mistero. Tuttavia ci sono luoghi, mondi segreti, che si celano in questo lembo di terra intrecciato nelle sue contraddizioni, spesso sconosciuto tanto ai suoi abitanti quanto ai turisti. Non a tutti, però, è velato.
Chi ha la fortuna di addentrarsi in vicoli e sentieri spinto dalla voglia di scoperta, non può evitare di immergersi in dimensioni che nel trascorrere degli anni hanno tessuto corridoi, dialoghi e rapporti con una dimensione internazionale e cosmopolita, palese quanto nascosta in bella vista.

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Le due metà di uno

DI RAFFAELE MIRELLI
Da sempre la natura parla dell’essere umano e in certi casi lo fonda, oltrepassandolo. La storia dei giardini la Mortella è dicotomia pura che, da un lato, implica il rapporto uomo-natura, dall’altro invece lo trascende. Questo scritto narra di un’essenza divisa, di due metà che s’incontrano nell’altro. La prima metà di questa storia è incarnata da Susana Walton. La chorisia speciosa è una pianta di origini sud-americane: nel giardino si trova all’ingresso, dopo la biglietteria sulla vostra sinistra.

 

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La signora del giardino tra le rocce

DI ISABELLA MARINO

È solo una cava di pietra», era stato il commento carico di stupore e delusione di Laurence Olivier, l’amico più caro. Davanti a quella gola brulla circondata da alte pareti di roccia vulcanica, gli era risultata del tutto incomprensibile la scelta di William e Susana di affondare proprio lì le radici che avevano deciso di mettere sull’isola.
E dire che avevano cercato a lungo il posto giusto, da quando erano sbarcati a Ischia per la prima volta, poco dopo il matrimonio a Buenos Aires che aveva fatto di loro i coniugi Walton. William era rimasto conquistato dall’Italia fin dal suo primo viaggio all’estero, che non aveva neppure vent’anni. E ci era tornato altre volte, visitando la Costiera e Capri, fino ad immaginare che quella luce e quei paesaggi avrebbero potuto essere i compagni ideali della sua vita da compositore, con l’esigenza di trovare sempre nuovi stimoli e motivi d’ispirazione.

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La Salisburgo Mediterranea per giovani musicisti

DI ISABELLA MARINO
Era stato il desiderio di sir William Walton da quando La Mortella era diventata la sua residenza stabile e, soprattutto, il suo buen retiro, luogo di studio, di riflessione e di creazione nell’armonia della natura, che sprigionava dal giardino in continua evoluzione, fonte ispiratrice di armonie musicali.

Il luogo ideale per accogliere giovani talenti da formare, coltivare e sostenere. Così come lui, da giovane, aveva potuto riconoscere e esprimere le sue capacità grazie alla famiglia Sitwell. Il maestro non riuscì a realizzare quel desiderio in vita, ma, dopo la sua scomparsa nel 1983, lo fece proprio lady Susana, che lo perseguì con la stessa determinazione e tenacia con cui era riuscita a trasformare una pietraia in un’oasi di verde.

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Erbe, radici e fiori - anno 27

La Trattoria il Focolare in collaborazione con Ipomea del Negombo

ORGANIZZA  

Giovedi 23 maggio 2019   - ore 20.30

ERBE, RADICI E FIORI Anno 27

Una grande cena a tema.

 

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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