Ipomea del Negombo e le nuove sensibilità

ipomea-negombo 33C’è oggi un nuovo vissuto del corpo: non è più rivolto alla pura immagine ma alla qualità della vita, delle cose, della storia, della memoria. E comporta un nuovo modo di rapportarsi al mondo.
Cosi oggi vogliamo circondarci di cose belle anche nella loro semplicità, belle perché utili, belle da vedere, da toccare, da usare, da contemplare. C’è nell’aria una rinnovata sensibilità verso concetti e valori che fanno capo alla gentilezza e alla profondità del sentire, a una dolcezza e leggerezza di modi, all’emozione e valorizzazione di sentimenti, al rapporto complice con il territorio.

È questo il senso di appartenenza e amore per il luogo. E da noi l’attaccamento al territorio è un legame che rimanda alla cultura del gusto e alla propensione all’arte che hanno fatto grande il nostro paese. E  hanno fatto del modo di vivere italiano un’icona.

A tutto ciò appartiene il tempo rallentato così consono ai paesi del Sud dell’Europa, del Mediterraneo, a cui apparteniamo. La bellezza come stile di vita, piaceri dei sensi, gusto e riscoperta del paesaggio e dei sapori genuini, curiosità per le storie, le narrazioni, di cui le cose sono portatrici: sono gli aspetti più evidenti di un rinnovato bisogno di avere radici, ritrovare il rapporto con i luoghi, in una terra solida perché ha i ritmi lenti e sa aspettare, stagione dopo stagione il fiorire dei fiori e dell’amore.
Questi valori sono fondativi della mostra mercato Ipomea del Negombo (alla tredicesima edizione, nei giorni 22/23/24 maggio) e consolidano la sua identità culturale e di intenti. La contraddistinguono il carattere amatoriale, l’amore e il gusto per la collezione di ciò che è prezioso perché è bello, o raro e unico; o da proteggere, da preservare essendo in estinzione; o di ciò che appartiene alla storia e memoria e struttura i nostri luoghi. Ipomea è una mostra mercato ma non è una moda ne’ marketing del verde: è affermazione della cultura e del senso del luogo attraverso il mondo delle piante, dell’essenze e dei prodotti naturali che da esse derivano. Così i frutti antichi e le piante rare, inconsuete o esotiche stanno affianco con gli Ulivi e gli Agrumi che dominano i nostri paesaggi, con piante aromatiche che aprono i mondi degli odori, frutti rarissimi, conifere e aceri dei nostri boschi, rose e orchidee che rendono incantati i giardini.
La mostra si svolge in un luogo “edenico”, il parco idrotermale del Negombo: è il giardino dell’arte, secondo i desideri del suo ideatore, il paesaggista Ermanno Casasco, che vi ha introdotto l’Arco in cielo di Arnaldo Pomodoro, lo Strale di Lucio Del Pezzo, Gli Occhi di Nesti e di Neri di Laura Panno, e il Volo di Giuseppe Maraniello come parte integrante di un’arte del paesaggio. Un concetto che riprende forza con l’introduzione di una nuova opera di Gianfranco Pardi. Il giardino è l’emblema dell’abitare nel segno della bellezza. E Ipomea vuole stimolare una nuova sensibilità di affezione e responsabilità verso la natura e il territorio.

Eleonora Fiorani

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