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Quando
fu scoperta dal turismo di massa negli anni
cinquanta e sessanta, tutti rimasero colpiti
dalla cordialità ed ospitalità di un popolo
genuino che come si usa dire ad Ischia “si
innamora dello straniero”. Un detto popolare
coniato probabilmente durante il boom turistico
degli anni cinquanta e sessanta recita: ad
Ischia si mangia si beve e si fischia e dopo
aver mangiato bevuto e fischiato e Viva Ischia
e chi l’ha creata! Rappresentativo dello
stato d’animo che genera l’isola ai turisti
che la visitano. Ma non sempre è stato così,
scritti di qualche secolo fa, raccontano di
un popolo belligerante e di un’isola presa
di mira da pirati e Saraceni. Molti sono i
segni della storia sul territorio, le
case di pietra rappresentavano un rifugio
dagli attacchi Saraceni e dei comodi cellai
di campagna per le abitudini ed il lavoro
agricolo, il
Castello Aragonese è un’isola nell’isola,
uno scrigno che raccoglie i ricordi di due
secoli di storia. I Costumi dell’epoca sono
ben rappresentati nella
sfilata d’epoca di S.Alessandro, che si
ripete ogni anno in occasione della festività
del Santo, le abitudini del passato ci sono
tramandate dalle usanze contadine, le sagre
di paese e dai vari balli popolari che si
rappresentano ogni anno in occasione delle
principali festività ed eventi dell’isola.
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