Sull'isola maggiore, quindi, si era formato
un centro popolato soprattutto da contadini, artigiani, pescatori, mentre
il Castello restava la sede preferita dai signori.
Nell'età aragonese fino alla metà del XVI sec. le opere urbanistico-architettoniche
riguardano soprattutto le fortificazioni, a difesa delle frequenti incursioni
dei Turchi, come testimoniano numerose costruzioni militari sparse per tutta
l'isola. Lungo tutto il litorale, a partire dalla città fortificata
sul Castello, si svolgeva, infatti, una linea difensiva di torri rotonde
e quadrate, come si riconosce nella richiamata pianta del Cartaro.
La pianeggiante configurazione orografica sulla quale si era sviluppato
l'altro insediamento più consistente dell'isola, quello di Forio,
all'estremità opposta rispetto all'"Ischia civitas" nella
rappresentazione cartografica, determin una diversa sistemazione perciò,
con criterio urbanistico e strategico insieme, la difesa della massa compatta
della cospicua edilizia religiosa e civile fu assicurata dalla predisposizione
di numerose torri sia all'esterno sia, ancor più, all'interno del
centro abitato. |