Christo si è fermato a Ischia

cactus loungeI Giardini Ravino, per esempio, dove si può ammirare la  più importante  collezione europea di  piante succulente (quelle che nel linguaggio comune si definiscono "piante grasse"): la più rilevante raccolta per numero, varietà e dimensione degli esemplari.  I Giardini  Ravino sono una sorta di Messico in miniatura: perfino le strutture che accolgono i servizi ricordano i pueblos messicani, a testimonianza di una continuità e contiguità  storico-culturale tra le antiche colonie spagnole, il Sud America e il Sud Italia.  

Ma accanto alle piante amerindie e a quelle mediterranee, ai Giardino Ravino sono accolte e custodite essenze botaniche d’ognidove.
Ci sono, per esempio le Araucariae (l’equivalente delle nostre  Conifere nell’emisfero australe), tra cui la rarissima Wollemia nobilis,   pianta che risale all’era  giurassica e di cui si conosceva il solo calco fossile, fino al 1994, quando David Noble la riscoprì  nella valle di Wollemi, tra le Blue Mountains, in Australia.
Per mettere insieme una collezione così, ci sono voluti oltre cinquant’anni di passione e dieci anni di navigazione per tutti i mari  da parte del capitano Giuseppe D’Ambra, ufficiale di lungo corso, che da ogni suo viaggio ha riportato piante, semi, talee.
Col tempo, Giuseppe D’Ambra si sposta su rotte più casalinghe, ma continua ad arricchire la sua raccolta botanica con una sapiente campagna di acquisti e scambi  tra vivai  specializzati, orti botanici, collezionisti. La variegata massa vegetale che va accumulandosi, viene stipata in tutti gli spazi aperti di Villa Ravino, l’accogliente residence che intanto Edith, l’accorta moglie del capitano, ha fondato e porta avanti  come principale attività della famiglia. Finché, nel 2001, si riesce ad acquistare un appezzamento di terreno adiacente al residence e l’immenso patrimonio verde di Giuseppe D’Ambra trova un’adeguata sistemazione in quelli che sono ora i Giardini Ravino.
La messa a dimora delle piante, fino ad allora coltivate in vaso ha provocato una crescita esplosiva degli esemplari, complici la felice esposizione a ovest e il clima favorevole dell’isola.
Ma, per breve e mite che sia a Ischia la stagione fredda, non si è mai del tutto al riparo da condizioni atmosferiche avverse, soprattutto  per specie provenienti dai Tropici e dall’Equatore.
E per belli che siano i Giardini Ravino dalla primavera all’autunno, nella loro trionfale esuberanza, è proprio d’inverno che questo parco di 6.000 mq svela i suoi segreti ai fortunati visitatori che si concedono il privilegio di un soggiorno isolano fuori stagione e possono carpire un po’ della sapienza di un uomo che è diventato sul campo uno dei massimi esperti al mondo di piante succulente.
Per esempio, una pellicola trasparente protegge dall’eccesso di pioggia o dalle rare e brevi gelate molti degli esemplari. Si viene così a creare un effetto scultoreo degno delle celeberrime istallazioni del land artist Christo.
Ma quello che nell’artista bulgaro nasce dal genio dell’estetica, in Giuseppe D’Ambra nasce dall’ingegno della necessità: eppure l’effetto visivo non è meno interessante. E così i Giardini Ravino vengono a essere non solo un parco botanico, ma anche una galleria d’arte all’aperto,  dove ripensare il rapporto tra uomo e ambiente:  una natura che nella decomposizione trova il suo rinnovamento  e una creatura che a quel  disfacimento si oppone come può, iscrivendo i suoi atti  nello  spazio  in cui vive e che però ambisce a superare. Insomma, un semplice accorgimento  di giardinaggio pratico viene a essere una meditazione morale sulla vita e sulla morte, a cui il periodo invernale è stagione propizia, e un earth worker settancinquenne come il capitano D’Ambra la compagnia giusta .
Ma, avvisa Petrarca, “Zefiro torna e ‘l bel tempo rimena”. A marzo, l’artistico imballo avvolto intorno ai cactus viene rimosso, spesso con l’aiuto dei clienti che svernano al residence Villa Ravino. Viaggiatori “individual lifestyle” che, insieme con la vicinanza e la sicurezza della meta, la bellezza del paesaggio e la suggestione del panorama, la dolcezza del clima e il conforto dell’acqua termale, la posizione appartata ma comoda, cercano di fare della vacanza un’esperienza indimenticabile. Non clienti, dunque, ma ospiti, che partecipano a pieno titolo della vita che si svolge intorno ai Giardini Ravino, dove la botanica è un vizio di famiglia. Già il padre del capitano, Antonio D’Ambra, marinaio a sua volta, collezionava Crassulae, che usava piantare all’interno di conchiglie appese per la decorazione della sua casa.            E i figli del capitano, Chris e Luca, lavorano a pieno ritmo nella gestione del parco e del residence, aggirandosi tra le  aiuole circoscritte dalle "parracine", i tradizionali muretti a secco di tufo verde, roccia esclusiva dell’isola d’Ischia, anzi del suo versante Ovest. Da questi recinti pietrosi, svettano i cactus più imponenti, dei veri e propri colossi ispidi e verdi, come la  Carnegiea gigantea e i Pachycereus pringlei, portati qui da Messico e Arizona. Ai loro piedi, tanti esemplari di Echinocactus grusoni e Ferocactus assortiti, come un piccolo popolo di elfi panciuti.
Altrove invece, i settori sono delimitati da fitte e alte barriere di Cereus pachanoi, la cui linfa, alle loro latitudini originarie, contiene potenti alcaloidi allucinogeni, tali che la pianta è detta  “Cactus San Pedro”, perché detiene le chiavi del paradiso. Ma ai nostri climi questo non accade e, se vogliamo il paradiso dobbiamo conquistarcelo con le buone azioni; oppure contemplarlo in un giardino. Ai Giardini Ravino, per esempio, se ci troviamo a Ischia.
Ma perché diventi davvero un paradiso, in un giardino bisogna lavorarci. Perché, come suggerisce Robert Pogue Harrison, “per il giardiniere, c’è sempre abbastanza Eden nella terra dei mortali”. E allora, forse, vale la pena di venirci apposta, a Ischia e ai Giardini Ravino. Anche d’inverno. Soprattutto d’inverno. Quando l’isola d’Ischia svela il suo volto di terra. Quando la terra dei Giardini Ravino svela il mistero che si nasconde dietro al rigoglio estivo. 

 

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Info su Ischia

  • Superficie: 46 Kmq
  • Altezza: 789 mt
  • Lat.: 40° 44',82 N
  • Long.: 13° 56',58 E
  • Periplo: 18 miglia
  • Coste: 51.2 Km
  • Comuni: 6
  • Abitanti: 58.029

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